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Maó – Mahón è la capitale amministrativa dell’isola. Ha 28.942 abitanti (INE 2011). In Questa città ci sono il Consell Insular (“Consiglio Insulare”) di Minorca, il più grande ospedale pubblico Mateu Orfila e l’aeroporto dell’isola.

Le acque del suo porto naturale, uno dei più grandi del mondo e probabilmente il più grande in bellezza, è stato storicamente la porta di accesso di numerose civiltà. Situato strategicamente nel centro del Mediterraneo, questa fortezza naturale aperta al mare è stata il rifugio più ambito del Mediterraneo per combattere i venti di tramontana, la furia del mare e soprattutto le incursioni nemiche.

STORIA:

I Fenici, 3000 anni fa, la denominarono Maghen per definirla come una conchiglia; uno scudo protettore dalle avversità trovate prima di arrivare a lei. Anche i cartaginesi furono protagonisti della storia della città, fino al punto che l’origine del suo nome potrebbe derivare dal generale Magon, fratello di Annibale che si istallò sull’isola intorno al 205 a.c.

La città crebbe con il passaggio dei romani che la promossero municipio e con la presenza mussulmana la capitale fu cambiata in favore di Ciutadella. Gli episodi di invasioni e dominazioni, arrivarono ad un punto drammatico nel 1535, un anno di disgrazia, quando il temuto pirata Barbarossa rade al suolo la città e cattura centinaia di abitanti, li fa schiavi e li esilia nel nord Africa.

Nonostante i vandali, la fame ed altre calamità, la città inizia un recupero economico e lo sviluppo urbanistico di Maó ha una crescita considerevole negli anni successivi, fino ad arrivare al suo massimo splendore nel secolo XVIII, quando inglesi, francesi e spagnoli si contendono il controllo della città. Così tanta insistenza per averne il potere fa sì che cambi ben cinque volte di dominazione. Fin dalla prima dominazione inglese nel 1722, la città di Maó diventa la capitale amministrativa dell’isola, l’attività portuale cresce, il transito di flotte di tutto il mondo è intenso e fiorisce un’importante borghesia. In quest’epoca si costruiscono gli edifici più significativi e Maó comincia ad acquisire una personalità che ancor oggi rimane nelle sue strade.

Questo continuo andirivieni di civiltà, ha trasformato Maó in una ricca combinazione di culture, in una città aperta e cosmopolita con un forte carattere ospitale ed un equilibrio perfetto fra tradizione e modernità.

CHE VEDERE A MAÓ:

L’esteso retaggio culturale che hanno lasciato le diverse civiltà si proietta nelle sue strade. Passeggiando lentamente per il suo centro storico, possiamo riconoscere l’eredità dello stile coloniale del XVIII secolo nel singolare municipio di stile neoclassico con alcuni elementi barocchi, nel rosso della facciata del Principal de Guardia (edificio destinato in origine al corpo di guardia inglese) così come in quasi tutti gli edifici religiosi: San Francesco, il Carmine o Santa Maria dove all’interno troviamo un organo monumentale dell’inizio del XIX secolo con il quale si celebrano indimenticabili concerti di musica classica.

L’amore dei mahonesi verso l’arte e la cultura si manifesta nel Teatro Principal, uno dei teatri d’opera più antichi di Spagna, dal quale sono passate le più importanti figure internazionali del bel canto. O nell’Ateneo Scientifico e Letterario, punto di riferimento dello spirito illuminato del XIX secolo. Non si può tralasciare una visita al “Museo de Menorca”, un antico convento francescano dalle linee barocche dove scoprire la realtà culturale dell’isola.

Un percorso attraverso le strade scoscese del centro di Mahón ci dà l’opportunità di incrociare edifici modernisti – casa della famiglia Mir -, o spettacolari case signorili concentrate nella via Isabel II. Possiamo continuare la passeggiata con una visita al Mercato del Pesce, costruito su di un antico baluardo del XVIII secolo, dove i pescatori fanno arrivare puntualmente i prodotti più freschi del mare. Se vogliamo completare questa gustosa rotta gastronomica, possiamo addentrarci nel Chiostro della Chiesa del Carmine dove troveremo un mercato di prodotti tipici artigianali.

Una volta captata tutta la magia della città, vale la pena arrivare fino ai suoi spettacolari belvedere, come quello della Piazza Miranda, dove potremo ammirare tutta la bellezza del porto prima di addentrarci al suo interno. Per sentire la città dal mare è consigliabile navigare in una delle barche che effettuano escursioni turistiche. Così potremo scoprire lungo le sue tre miglia e oltre di lunghezza un paesaggio monumentale di fortificazioni del passato, isolotti ricchi di storia e maestose ville coloniali; come la Golden Farm, che domina la baia e che secondo quanto racconta la leggenda fu lo scenario della storia d’amore fra Lord Nelson e Lady Hamilton durante la dominazione britannica dell’isola.

Dopo quest’incontro con la storia della città, è arrivato il momento di visitare i negozietti di artigianato del porto o sedersi alla terrazza di un bar per godersi la tranquillità.